Maratona di Firenze: è servita tanta determinazione … ma che bello!

Venerdi 28 novembre, sulla A1. Il Nord Italia è sotto una soffice coltre di neve. Anche a Milano. Nevica. E tanto. E noi ovviamente siamo in autostrada per Firenze per la nostra seconda maratona … Il bollettino annuncia 10km di coda a Bologna per controllo catene. Bene, svoltiamo a Parma e facciamo la Cisa, allunghiamo la strada ma tanto metterci 5 o 6 ore che cambia? Intanto nevica.

Sabato 29 novembre, Firenze. Alternanza di pioggia, pioggerellina, pioggerellona. Siamo al Marathon Expo, stiamo svaligiando metà dei negozietti, ci sono tutti gadget più attraenti per runner … praticamente irresistibili. Incontriamo anche Fulvio Massini, notissimo trainer locale: chiacchieriamo un po’ e poi ci invita alla “Visualizzazione del percorso”, una sorta di training autogeno di preparazione per l’indomani. Siamo una trentina, seduti in una sala, ad occhi chiusi, e Fulvio, con voce rilassante, ci racconta kilometro dopo kilometro, quello che ci aspetta: descrivendo le possibili difficoltà e passandoci messaggi positivi e suggerimenti. Rimaniamo (Ilaria ed io) rilassati e soddisfatti, ed i consigli ci serviranno davvero il giorno dopo, grazie Fulvio.

Domenica 30. Ci siamo. Sveglia all’alba, e il cielo sembra sereno! Colazione abbondante e procedura di vestizione: pantaloncino corto da ciclista e maglietta tecnica. Decido di non mettere neanche la canotta sociale, e di non portare il cappellino, tanto non piove … Ilaria aggiunge la canotta ed un paio di calzerotti sui polpacci comprati il giorno prima. Per precauzione portiamo la mantellina rosa da acqua gentilmente offerta dall’organizzazione, cosi, per scaramanzia. Arriviamo in Pza Santa Croce e si comincia a respirare l’eccitazione pregara. Il lungarno è pieno di gente che si cambia, che corricchia, che parlotta. Fa freddino e prendiamo l’autobus per Pzle Michelangiolo, da dove partiremo. Il cielo non è più cosi sereno, anzi è grigio minaccioso. Forse dalla finestra non avevo visto cosi bene … E infatti appena scendiamo dal bus comincia a piovere. Pioggia fitta intensa e grossa. 9.000 partenti più una manciata di organizzatori sotto una pioggia battente. Promette male. Si respira tensione e malumore.

Ma il maratoneta, nella sua follia senza limiti, non si fa intimorire da due gocce d’acqua, anzi, il maratoneta pensa “meno male che piove, cosi mi rinfresco, e non devo perdere tempo ai rifornimenti per bere e per gli spugnaggi”. Duri cosi. E infatti allo sparo di pistola VIAAAAA. 9.000 pulcini si lanciano vociando per le strade di Firenze.
La partenza è straordinariamente lenta, troppa calca, non si riesce a prendere il ritmo nonostante ci siano un paio di km di discesa. Dopo 5 km ho già 2 minuti di ritardo. Niente da fare non si riesce a prendere la velocità giusta. Smetto anche di guardare freneticamente l’orologio che mi indica la velocità, tanto non cambia niente. Scoprirò più tardi che il mio fedelissimo Polar R800 segnerà quasi il 5%  in più del kilometraggio, e quindi che la velocità è sbagliatissima. In pratica pensavo di andare a 4:50-5:00 mentre andavo a 10-15 secondi in più.

Tengo bene fino alla mezza maratona, smette di piovere ma il tempo è sopra le mie aspettative, 1:49 e rotti contro l’1:45 sperato. Pazienza penso, se tengo questo ritardo va benissimo lo stesso. Intanto vedo un simpatico maratoneta, sicuramente locale visto che continuava a salutare amici lungo il percorso, che tiene un ritmo di corsa giusto giusto. Mi francobollo dietro i suoi calcagni e lo seguo.  Mi tira alla grande per una decina di kilometri e mi fa recuperare parecchio, ma poi, proprio in Piazza del Duomo, tra due ali di folla che ci incitano (ed ho il primo momento di commozione …) il ginocchio destro smette di funzionare improvvisamente, e per qualche decina di metri vedo stelline, stellone, galassie e buchi neri. Stringo i denti, provo a modificare l’appoggio del piede e la falcata, e finalmente dopo un po’ mi riprendo.

Ma ho perso la mia lepre. La vedo un centinaio di metri avanti, ma ogni mio tentativo di riprendere il mio amico è inutile. Mi rassegno. Che vuol dire rallento. Peccato. Siamo alle Cascine, è ancora lunga e le gambe sono di piombo. Mi imbottisco di Enervit GT e di Gel, e tiro avanti. Riesco a riprendere un ritmo decente, sui 5:20-5:30 ma gli ultimi kilometri sono durissimi. Mi passa il primo dei due gruppi delle 3:45: li avevo passati prima della mezza entrambi, uno più veloce (che chiuderà sui 3:40) ed uno più lento da 3:45 giusti. Non voglio farmi passare anche dal secondo gruppo e riaccelero. Ormai chiamare “corsa” la mia falcata è fare un disonore allo sport e a tutti i corridori …. ma una gamba dietro l’altra arrivo al 40km. Poi il 41km. Sono sul Lungarno. Ho passeggiato in quel punto poche ore prima e conosco il finale della gara. Quasi all’improvviso una ondata di pensieri positivi mi riassalgono e le gambe ricominciano ad andare. 42km. Mi sento il sorriso stampato sul viso, son troppo contento ed emozionato. Ultimi metri, sono commosso, sprint finale e passo sotto il traguardo. 3:43:27. Che emozione!!! Ce l’ho fatta. Non il tempo che speravo, ma comunque sotto le 4 ore che avevo fatto a New York, e sotto anche le 3:45. Bravo Furo.

Dopo pochi minuti arriva il mio amico Guido Campani, esausto anche lui ma contentissimo. E quasi allo scoccare delle 4 ore, ma qualche manciata di secondi prima anche l’amico Mauro Calo’, che per la prima volta riesce a scendere sotto le 4 ore. A cinquantanni suonati. Bravo Mauro. 

Non vediamo il quarto del gruppo, Fabrizio Marini, forse è arrivato prima di me. Infatti è cosi, ma lo scopriamo solo più tardi. Ritorno sul tracciato ad aspettare Ilaria, è uscita anche un occhiata di sole. Aspetto un po’ ma in lontananza la scorgo arrivare a fatica. Che bello! Corriamo insieme gli ultimi trecento metri e ci abbracciamo dopo il traguardo. Anche lei ha fatto un tempone rispetto a New York: dalle 5:40 è scesa a 5:14. Grande! Ma l’importante è aver vissuto intensamente insieme sia questa splendida giornata di sport che tutti i lunghi allenamenti. Bravi noi! Brava Ilaria.

Cosa ci portiamo a casa? Beh, a parte la splendida esperienza personale, Firenze è una città stupenda, e la maratona locale pure. Il percorso è piacevole e divertente, la gente che fa il tifo è … toscana🙂. Nei punti caldi della città come le piazze del centro ti senti avvolto e spinto da migliaia di persone. Bello. E lungo il percorso decine di persone in strada, nei bar ed alle finestre ti incitano o ti fanno ridere.

Tecnicamente, il metodo di allenamento FIRST ci ha ben preparato: nessun infortunio per entrambi, ed un allenamento adatto agli obiettivi di tempo che ci eravamo posti. Da rifare senza ombra di dubbio per la prossima maratona … che sarà? Vedremo …

Correte gente correte, che vi fa bene🙂

Per chi vuol vedere che faccia stravolta avevamo all’arrivo, qui trovate alcune riprese video offerte da RunnersWorld:
Video Paolo Furini
Video Ilaria Doria

Post precedenti:

Meno 8 giorni alla maratona di Firenze

Maratona: due motivi per scegliere il FIRST e la tabella d’allenamento scaricabile e configurabile

Stramilano: poteva venire meglio … 5 lezioni da imparare

Domenica si va alla Stramilano

FIRST: primi risultati per la mezza maratona
Maratona: ricominciato l’allenamento FIRST

Maratona di New York, 6 motivi per farla e 2 per non farla.

Maratona di New York, quale attrezzatura

Maratona di New York, meno 1

Maratona di New York, web 2.0

Maratona di New York, meno 7


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One Response to Maratona di Firenze: è servita tanta determinazione … ma che bello!

  1. ilaria says:

    qualche altro commento:
    – sono contenta di esserci nuovamente riuscita: finire la maratona e’ talmente impegnativo, che ogni volta non si puo’ darlo per scontato. Ma quando ce l’hai fatta provi una soddisfazione pazzesca!
    – Firenze e’ proprio bella
    – organizzazione assolutamente ok. Unico dubbio che ho e’ sulla velocita’ con cui sono partiti i segnapasso, ma non posso esserne certa… visto che ….
    – il mio crono mi ha fregato ancora di piu’: errore dell’8%… quindi anch’io pensavo di avere un passo mooolto ma molto migliore. Sono arrivata in fondo alla maratona che segnavo 46km… tutto dire
    – ho corso per 37km, il resto li ho camminati, anche se la finta del finale di corsa era doverosa per la foto😉
    – la prossima sfida e’ correre tutta la maratona

    ce la faro’ a stare sotto le 5 ore?
    se riesco ad allenarmi a un passo giusto si!

    Furo, aiutami a tarare il cardio! altrimenti anche gli allenamenti sono sballati
    🙂

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