Meno 8 giorni alla maratona di Firenze

21 11 2008

firenze-marathon Quasi quasi ci siamo. Tra 8 giorni, domenica 30 novembre, correremo la nostra seconda maratona. A Firenze. Abbiamo iniziato a prepararla a fine agosto, ed abbiamo usato il metodo FIRST (di cui ho scritto in alcuni posto precedenti, vedi sotto). Tre mesi di allenamento, tre allenamenti di corsa a settimana, qualche allenamento di cross training: c’abbiamo messo di tutto, dal golf, alla bici, nuoto, bici sui rulli, fino alla WiiFit … :-) Ma stavolta non abbiamo perso neanche un etto di peso … ma ci sentiamo ben preparati e tonici (le ultime parole famose).

Vedremo, il percorso è pianeggiante, la temperatura dovrebbe essere ideale (fresca), non mi aspetto il caldo abbraccio di New York, ma credo che sarà divertente correre tra i fiorentini. Ad oggi gli iscritti hanno raggiunto quota 9.000, circa un quarto di New York, non male eh?

Tra qualche giorno scrivero’ un altro post con l’abbigliamento, attrezzatura e cibarie varie che ci porteremo.

Post precedenti:

Maratona: due motivi per scegliere il FIRST e la tabella d’allenamento scaricabile e configurabile

Stramilano: poteva venire meglio … 5 lezioni da imparare

Domenica si va alla Stramilano

FIRST: primi risultati per la mezza maratona
Maratona: ricominciato l’allenamento FIRST

Maratona di New York, 6 motivi per farla e 2 per non farla.

Maratona di New York, quale attrezzatura

Maratona di New York, meno 1

Maratona di New York, web 2.0

Maratona di New York, meno 7





Maratona: ricominciato l’allenamento FIRST

5 09 2008

Prossimo obiettivo: la maratona di Firenze, 30 novembre. Con Ilaria abbiamo preparato le tabelle di allenamento con il FIRST (le trovate in un precedente post) ed abbiamo iniziato da qualche giorno il training. Io punto a fare 50 secondi meno di New York 2007 (dove avevo fatto 4:00:49), e quindi ad infrangere la barriera delle 4 ore. Per ora le gambe rispondono … che dire una maratona all’anno per tenersi in forma?





Rallentare per vivere meglio: ecco la giornata mondiale

24 02 2008

Riporto con piacere una iniziativa degna di tutta la mia stima: domani (25 febbraio) a Milano ed in oltre 200 citta’ del mondo avremo l’occasione di vivere la Seconda Giornata Mondiale della Lentezza. L’associazione italiana organizzatrice “L’arte del vivere con lentezza” promuove localmente il motto “Rallentare per vivere meglio“: e come dar loro torto? in una citta’ come Milano dove correre è la norma, dove se rallenti all’uscita del metro vieni travolto da una massa di indaffarati passanti, dove appena scendi dal treno che porta in citta’ i pendolari, tutto accelera improvvisamente, dove l’ansia sta diventando la malattia del secolo … come si fa a non accettare di buon grado una iniziativa come questa?

Gli organizzatori hanno fatto un ottimo lavoro, mettendo insieme un buon cast di personaggi ed iniziative per dimostrare all’Italia che si puo’ vivere anche senza fretta: Sgarbi leggerà la Divina Commedia per tutta la notte, molti quotidiani e magazine dedicano la copertina all’iniziativa, in Corso Vittorio Emanuele si giocherà al gioco dell’Oca, in San Babila i vigili urbani (finti) daranno le multe ai passanti che camminano troppo veloci, a Belgioioso si correrà la maratona della lentezza (300 metri in un’ora), e cosi via in tutta Italia.

E questo naturalmente succederà anche in altre città del mondo come New York o Londra.

L’associazione mette a disposizione anche una serie di ComandaLenti (facili ed utili indicazioni per vivere e cucinare meglio): li trovate qui.

Ed anche una serie di LibriLenti, per imparare qualche pillola di saggezza (ad esempio “Perche’ alle zebre non viene l’ulcera”).

Ancora complimenti per l’iniziativa, e cerchiamo di imparare tutti che andare di fretta non fa certo bene alla nostra salute ed al nostro mondo.





Obiettivi sportivi: running o triathlon ?

3 02 2008

Ci eravamo lasciati a metà novembre con post che parlava dei nuovi obiettivi dopo la maratona di New York (2007/11/26/maratona-nuovi-obiettivi/), e dove decidevo di puntare alla Maratona di Roma di marzo. E con un post dove spiegavo che avrei provato il programma di allenamento FIRST (2007/12/16/maratona-due-motivi-per-scegliere-il-first-e-la-tabella-dallenamento-configurabile/).
Aggiornamento: purtroppo nel mese di gennaio ho dovuto abbandore l’obiettivo di Roma, x cause di forze maggiore … no, nessun infortunio, solo sovrapposizione di altri eventi nello stesso giorno della maratona. Mi spiace parecchio, anche perchè avrei corso nella capitale con un paio di amici ed il tifo dei colleghi romani … va beh sarà per il prossimo anno. Mi son trovato dunque a dover rischedulare la prima parte della stagione, tenendo ferma la StraMilano di inizio aprile. Le alternative sono tante, mi piacerebbe schedulare un paio di mezze maratone, ed un obiettivo importante nel secondo semestre.
In realtà in questo periodo, grazie anche ai suggerimenti del FIRST (racconterò i primi risultati del FIRST in un successivo post), ho cominciato a differenziare gli allenamenti, inserendo prima lo sci di fondo, quindi il nuoto e la bici (per ora solo in palestra x evidenti cause atmosferiche). Differenziare è drammaticamente faticoso, i muscoli urlano ad ogni cambio di sport … ma i risultati sono estremamente positivi. Sto correndo sempre più veloce :-)
Torniamo a noi, dicevo che inserire nuovi sport aerobici, mi ha naturalmente avvicinato al triathlon, con tutte le sue numerose declinazioni. E mi sta sfrugugliando l’idea di farne qualcuno. Ce ne è uno a fine maggio a Milano, ed un altro internazionale in Costa Azzurra a settembre: oltre che innumerevoli gare di duathlon o triathlon sprint in Lombardia e Piemonte. Mmmmh mi sa che si fa.
Vado regolarmente in piscina a Montebello della Battaglia nel week end, e questa settimana ho provato la piscina Cantù a Milano, 4 minuti dall’ufficio, bella e pulita … ci andrò spesso: il nuoto non mi spaventa, ho già nelle braccia tutte le distanze del Triathlon (eccetto l’Ironman … ma sufficienti per il mezzo Ironman) e faccio 2.000 metri senza problemi.
Idem per la corsa, anche la mezza maratona non nè un problema; e la mezza è la distanza del mezzo Ironman.
Devo ancora verificare la bici: le distanze da 20km e 40km non mi spaventano, ma quella da 90km del mezzo Ironman o addirittura i 180km dell’Ironman mi preoccupano, ma vedremo, comincerò con le distanze più normali, tipo lo sprint o l’olimpico. So solo che mi toccherà cambiare la mia bici … ;-)

Stay tuned.





Maratona: due motivi per scegliere il FIRST e la tabella d’allenamento scaricabile e configurabile

16 12 2007

runlessrunfaster.jpg Su consiglio di un paio di amici ho valutato in questi giorni il programma di allenamento FIRST. Si tratta di un programma basato sul principio “run less, run faster” (corri meno ma più veloce), messo a punto negli anni dalla Furman University californiana (Furman Institute of Running & Scientific Training) e ripreso più volte dalla rivista Runner’s World. In pratica il programma prevede 3 sessioni settimanali di corsa (non di più, non di meno) più un paio di sessioni di sport aerobici a corollario. Le 3 sessioni sono molto specifiche: la prima è un lavoro di ripetute, piuttosto varie nell’arco delle 16 settimane previste dal programma; nella seconda si lavora sul ritmo, cioè si corre attorno alla soglia anaerobica con l’obiettivo di alzarla; la terza sessione ovviamente prevede il lungo. Tutte le tre sessioni prevedono velocità più elevate rispetto agli altri programmi che si trovano in giro: la velocità è calcolata sui tempi ottenuti nell’ultima gara sui 5 o 10k. In pratica si lavora duramente nelle tre sessioni, e poi si lascia un giorno di recupero al corpo: nel giorno di recupero è vivamente consigliato praticare altri sport aerobici, come nuoto, bici, palestra, canottaggio, etc. Il programma indica anche quanto e a che livello di intensità praticare gli sport paralleli: 45-60 minuti appena sotto soglia.

Perchè l’ho scelto ? Il FIRST mi piace per un paio di motivi:

1) Le tabelle di allenamento che si trovano in giro prevedono 5 o 6 sessioni di corsa a settimana: ho appena concluso la Maratona di New York grazie alle tabelle sul sito della ASICS, con cui mi sono trovato benissimo. Per ora tutto ok, ma non credo di riuscire a tollerarle per gli anni a venire. Gli infortuni sono sempre in agguato e le ginocchia sono quel che sono: insomma poter alleggerire il carico di km previsti per l’allenamento alla maratona, e poterli rimpiazzare con qualche altra attività, mi fa solo piacere (anche ginocchia polpacci etc ringraziano).

2) Non solo corsa. Mi piace l’idea di coltivare anche altri sport come il nuoto o il ciclismo. Ed il passo verso il Triathlon è vicino … è da tempo che questa altra disciplina mi affascina, mi da’ l’idea di essere molto più completa e salutare della sola corsa o della singola disciplina. E poi ho già praticato singolarmente tutti gli sport che compongono Triathlon (nuoto, bici, corsa), Duathlon (corsa, bici, corsa), Aquathlon (corsa, nuoto, corsa), Winter Triathlon (corsa, MTB, sci di fondo). Forse questo FIRST è un buon passo in quella direzione … ma vedremo il prossimo anno, dopo la prossima maratona di Roma.

Su Amazon potete comprarvi il testo originale qui.

La rivista Runner’s World ha pubblicato un paio di articoli sul FIRST che consiglio di leggere, anche se io ho preferito usare le tabelle direttamente alla fonte universitaria.

Tra l’altro i programmi per la maratona (ne esistono anche per la mezza, i 10k ed i 5k) sono due, uno per principianti ed uno un po’ più impegnativo, e li trovate solo sul sito della Furman. Io ho scelto il secondo in versione originale, c’ho messo un po’ per tradurre tutte le tabelline da miglia a kilometri (maledetti standard) e a calcolare le medie kilometriche. Ne è uscito un bel foglietto Excel che vi lascio da scaricare: niente di trascendentale ma è configurabile in base ai vostri tempi correnti ed attesi. Scaricatelo qui.

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Domani comincio. Ho 13 settimane prima del 16 marzo a Roma. Vi aggiornerò sui risultati percepiti di questo allenamento.





Maratona di New York, 6 motivi per farla e 2 per non farla.

7 11 2007

E’ fatta. Dopo 9 mesi di preparazione, 1800 kilometri di corsa in allenamento (un migliaio per Ilaria), centinaia di ore con le scarpette da running ai piedi, 3 paia di scarpe consumate e senza suola, dolori e acciacchi gestiti e guariti, contratture e nuovi plantari ai piedi, siamo arrivati al giorno della nostra prima maratona, La Maratona delle maratone: New York. E l’abbiamo portata a termine, entrambi, piu’ o meno nei tempi che ci eravamo prefissati 9 mesi fa (guarda qui la simulazione della gara, io col numero 13212 ed Ilaria 27919). Ed è stato mooooooooolto più emozionante di quanto avessimo immaginato.

 

ilariany1.jpg

Voglio descrivervi in breve la cronaca dei momenti salienti, e poi dare un paio di buoni motivi per fare questa Maratona, o per decidere di non farla.

7:30 Siamo alla area di partenza del Ponte di Verrazzano, tre zone, verde, arancio e blu, ciascuna con migliaia di persone in fremente attesa. Distribuiscono te’ caldo, bibite, integratori e donuts (ciambelle tipo pane). Freddo ma siamo vestiti bene.

9.50 Chiamano ai cancelli, io sono al blocco 13.000 ed Ilaria al 27.000. Un saluto e la prima emozione quando ci avviamo entrambi al proprio cancello. “Ci vediamo all’arrivo J

10.05 Un’occhiata di sole scalda gli animi, ci leviamo la tuta (verranno raccolte tutte e date in beneficenza), tutto pronto.

10.10 Il colpo di cannone, wow la seconda emozione, mi giro verso il ponte e vedo gli atleti (quelli veri) che partono a razzo. Tutto intorno boato di gioia e urla di incitamento. Urla che ci accompagneranno senza tregua fino alla fine. C’e’ una atmosfera di fremente attesa per l’imminente partenza, tra qualche minuto parte anche il mio blocco.

10.20 Ci avviciniamo camminando alla partenza, ciascuno è al massimo della concentrazione, sappiamo che stiamo per dare il via all’avventura. Tutta la mia tecnologia è pronta, il Garmin col satellitare, impostato con l’autolap ogni miglio, l’allenatore automatico che mi segnala il ritmo gara, il bracciale (gentilmente donato dalla Nike) con i tempi di passaggio ogni miglio. Sono vestito giusto, muscoli caldi e stretching ok.

10.27 Via !!!! Parto sul Ponte di Verrazzano, e prendo la corsia sotto il Ponte. Ilaria partirà alle 10.44. Cerco di non partire subito a razzo, anche se è difficile trattenersi.

Ed è subito salita …. me lo sentirere ridire più volte …. salita, come può una città in riva al mare essere tutta in salita ? Ebbene .. puo’ ….

Sotto il ponte di Verrazzano il Garmin perde subito il segnale, e quando esco stenta a riprenderlo, un paio di curve e tutto il mio piano di tempi, medie al km ed al miglio va a farsi friggere …. buono a sapersi per la prox volta. Mi rassegno immediatamente all’assenza del supporto tecnologico (si puo’ vivere senza, giuro) e mi accontento di un sano cronometro e della mia fascetta con i tempi preventivi al miglio. So che me la godro’ comunque al massimo e che correro’ con il cuore, e non per fare il tempo. Ora posso dire che avrei fatto lo stesso tempo anche senza orologio ….

Da li a pochi minuti il primo contatto con la folla, siamo a Brooklin, e le vere emozioni arrivano subito. Ci troviamo in mezzo a due ali di folla che balla, urla e ci incita. File di decine di bambini neri e bianchi che cercano disperatamente di darti il ‘cinque’ !!! Si mettono uno dietro l’altro, cosi basta allungare la mano mentre corri, e batti il cinque a 10 bambini in fila !!! Spettacolare, e piu’ batti il cinque e piu’ la folla ti incita, chiamandoti per nome (vi ricordate il nome sulla maglietta ?), Go Paolo GO, Great Job Paolo, Go Italia You Can Do It.

Poi cominciano i cori e le bande rock, blues e jazz (piu’ di cento in tutto il percorso) … e la gente balla e incita… meraviglioso, non ricordo di essermi emozionato e commosso così a lungo in vita mia. E ovviamente la carica che ti da’ la folla è pazzesca, le gambe vanno come dei treni. Sarà cosi fino al Queens, al 25km.

Il passaggio alla mezza maratona è buono, le gambe vanno anche se le continue salite della prima parte si fanno sentire.

Il primo momento di sconforto è sul secondo ponte, quello del Queensboro, un’altra salita, lunghissima (la lunghezza delle salite percepita è sempre maggiore di quella reale, sigh). E oltretutto qui la folla non c’e’, solo centinaia di piedi che scalpitano sotto il ponte.

E poi l’arrivo a Manhattan. Dopo una decina di minuti di silenzio sotto il ponte, risentire la folla è bellissimo !!! Si riparte subito alla grande, ma mi accorgo che la salita è tutt’altro che finita. La First Avenue ci accompagnerà fino a Nord nel Bronx, e, dalla cima di una delle prime salitine lo spettacolo è galvanizzante e inquietante. Lo chiamano “il canyon di Manhattan”, 70 blocchi di strade, quasi 8km di stradona diritta, su e giu’, tra due file ininterrotte di grattacieli, aiuto, come arrivare fino in fondo ?

Eppure si arriva, a stenti ma si arriva. E’ qui che ho perso un po’ di smalto, la salita persiste e le gambe diventano di legno.

Arriviamo nel Bronx, poche centinaia di metri e torniamo ad Harlem, ancora bagno di folla e band che suonano rock. Poi ancora Manhattan, sulla Quinta. Siamo al 35km.

La logica direbbe, se la First Avenue, da Sud a Nord era in salita, allora la Fifth Avenue, da Nord a Sud sarà in discesa ? La risposta è no …. non so dirvi come, ma anche la Quinta presenta tratti in salita, le gambe ora cominciano veramente a reclamare, mando giu’ Enervit uno dietro l’altro per compensare il calo di zuccheri.

Finalmente entriamo in Central Park, al 38km, anche qui la folla è scatenata, e soprattutto valanghe di Italiani, turisti e immigrati, inneggiano a tutti i maratoneti italiani che passano, molto bello, emozionante e toccante.

Ma, dentro il parco, evviva evviva, una discesa vera !!! Le gambe ritornano a girare e mi lancio per recuperare pià tempo possibile, ma arrivati in fondo al parco, sulla 52esima ancora un falso piano in salita, e sarà cosi fino all’arrivo. Riesco ancora a scattare ed accelerare gli ultimi metri, segno che le gambe vanno ancora e taglio il traguardo, 4 ore e 49 secondi. E’ fatta.

Torno pian piano in albergo (a piedi….) prendo la macchina fotografica e riesco a tornare in zona. Arrivo giusto per vedere (e fotografare) Ilaria che arriva … fantastico. Che festa e che avventura !

Beh, ora non ci resta che cercare di memorizzare e fare nostri questi indimenticabili momenti …. e consigliarvi di iscrivervi alla prossima edizione … ;-)

Un grazie speciale va ai massaggi riabilitanti della ‘mamma’ signora Doria, ai plantari del sig. Barbetta ed ai consigli del dr. Somenzini e a tutti gli amici che ci hanno sostenuto (oltre ad averci dato dei ‘pazzi’).

Ed anche ai tecnici della Asics che su MyAsics Running hanno messo a punto un ottimo programma di allenamento online, programma che abbiamo seguito e che ci ha portato in fondo.

Ed ecco alcune chicche da non dimenticare:

 

6 Motivi per fare la Maratona di New York

  • La Maratona è una sfida con te stesso, non è una gara contro gli altri, sei solo tu, i mesi di preparazione, la tua determinazione a finire e a raccogliere il risultato sul filo del traguardo. E New York è quella che esercita il fascino, e la sfida, maggiore.
  • La folla. L’abbraccio della folla, soprattutto nei quartieri poveri è commovente, non ricordo di essermi emozionato così tanto in vita mia …. sentire bambini, adulti, anziani, di ogni razza e nazionalità che ti chiamano per nome, incitano l’Italia, ti danno il ‘cinque’ ….
  • L’organizzazione è semplicemente perfetta. Mai in ogni momento, pensi che ci sia qualcosa che non va. C’e’ persino un servizio di alert via email, che segnala a parenti ed amici, il tuo passaggio cronometri ogni 5km. I nostri genitori, a qualche migliaio di km di distanza hanno seguito la gara con noi !
  • E’ commovente ed emozionate. Per la folla, per le organizzazioni di carità che fanno a gara, per le persone che corrono con le scritte più disparate e toccanti
  • New York è una gran bella città, una settimana di ferie in novembre è moooolto gradita J
  • Morale, non è un gara, è una festa !

 

2 Motivi per NON farla

  • E’ in salita …  credetemi la quantità di salita percepita è oltre ogni limite di immaginazione. Questo significa che vi richiederà piu’ fatica di quante avete preventivato….
  • E proprio per questo va preparata accuratamente. Senza preparazione il rischio di non finirla o di farsi male è elevato.

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Spero che questo ed i post precedenti possano contribuire a convincerti a fare una maratona anche tu …. e magari quella di New York …. buona fortuna ;-)

Qui i post che abbiamo scritto prima della Maratona, nei giorni precedenti





Maratona di New York, ce l’abbiamo fatta !

5 11 2007

Solo una foto per ora ed i tempi non ufficiali … a breve un post piu’ completo …. comunque una esperienza unica nella vita .. consigliata a tutti maratoneti, sportivi e sedentari !!! Ilaria 5h40, io 4h00

 

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Maratona di New York, quale attrezzatura

3 11 2007

Fasi finali della preparazione per la partenza di domattina, maratona di New York, ecco cosa ci portiamo (abbigliamento ed integratori). Abbigliamento: usciamo dall’albergo alle 5.45 e la partenza è alle 10.15; le sacche si possono lasciare giù al massimo alle 9.45. Ci serve abbigliamento per sopravvivere ai 7-8 gradi ventosi della mattina fino alle 9.45, e poi per la mezz’oretta finale prima del via. Quindi abbigliamento a strati: maglietta tecnica aderente mezza manica, maglia manica lunga tecnica leggera, canottiera Terramia con gigantesca scritta ITALIA e scritta con il nostro nome (Paolo e Ilaria rispettivamente), calzoncino corto tipo ciclista, calze tecniche e scarpe (usatissime per entrambi ma confortevoli), io ho le Brooks Glycerine 5, ed Ilaria le Asics Cumulus; questo l’abbigliamento al via. Per l’ultima mezz’ora aggiungiamo una tuta che butteremo al colpo di cannone (tutti gli atleti fanno cosi, in pratica l’amministrazione newyorkese recupera 30-40.000 capi per i senzatetto, bella azione, complimenti). Per le ore precedenti aggiungiamo un giaccone pesante, guanti e cuffia, che lasceremo nella borsa, che “dovremmo” recuperare all’arrivo. Se durante la gara viene caldo, leveremo la maglietta con manica lunga. 

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Integratori: è previsto un rifornimento di cibo al miglio 18, e acqua e reintegratori ovunque. Comunque noi ci portiamo due tubetti di Enervit GT (in pratica una pastiglia a miglio …) ed un paio di Gel, sempre Enervit, da consumarsi al 17, 27 e 37 km. Il tutto dovrebbe bastare per non incontrare il Muro, ma lo sapremo solo domani sera …

E’ tutto per l’abbigliamento, siamo entrambi nell’area di partenza Green, ma io parto più avanti (ho il numero 13212) mentre Ilaria il 27919. Tempo stimato ? Per scaramanzia non scrivo niente, vediamo di arrivare in fondo prima :-) oggi tra l’altro ha fatto vento gelido tutto il giorno, da Nord a Sud, quindi esattamente contro per il 95% del percorso …. sperem ….

Per smitizzare la tensione oggi abbiamo fatto un giro al Marathon Expo e ci siamo comprati un bel po’ di abbigliamento tecnico invernale …. bella li ! e stasera Pasta Party !!!

Il prossimo post ? lo scriverò dopo l’arrivo !





Il primo post con il mio nuovo iPhone

3 11 2007

Domanda: è possibile scrivere un post sul proprio blog mentre si passeggia sulla 5th Avenue di New York e aggiungere una foto appena scattata ? Risposta: SI !!! Lo sto facendo ora …. ebbene si, come anticipato qualche giorno fa in un altro post, dopo aver visto l’ iPhone ad un mio collega in UK, non ho resistito, ieri sono entrato nel magnifico Apple Store sulla quinta è l’ho comprato. Mezz’ora dopo stavo navigando Wi-Fi, e dopo ancora mezz’ora il primo SMS. Ora ho fatto la foto che vedete e sto postando da Starbucks … che ne dite ? non male eh ?

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Ma come è l’iPhone? beh, degno del migliore Steve Jobs, la grafica e la fluidità delle microanimazioni lasciano incantati, l’usabilità è perfetta, l’allineamento con Outlook (calendario e contatti) immediato, l’accesso alla email privata su Internet istantaneo. Ah si dimenticavo, telefona anche ;-)





Maratona di New York, meno 1

3 11 2007

dsc_01401.jpg Ci siamo, dopo 9 mesi di corse e allenamenti manca un solo giorno. Siamo eccitati dall’evento e dall’ambiente. C’e’ in giro gente con scarpe da running ovunque. Ieri giornata “shopping” e “giri in giro”, dalla quinta Avenue a Soho passando per Tiffany, molto elegante e sobrio, Abercrombie, bello e studiatissimo con le luci basse musica alta e uno stile casual di lusso, ed ovviamente sosta (poco economica) da Apple, inconfondibilmente unico e affascinante per chiunque ami la tecnologie: ma di questi vi parlerò in un altro post … Qualche pausa per far riposare le gambe negli Starbucks Cafe. I grandi e famosi palazzoni del Rockefeller Center, Empire State Building, Chrysler Building sono veramente imponenti, e fanno venire in mente i film di Spiderman :) . A fine serata, stravolti abbiamo scovato anche un’ottima (incredibile) pizza a Times Square. Ma nonostante la faticaccia stanotte abbiamo dormito poco … l’agitazione per l’Evento si fa sentire. Il clima dentro il Marathon Expo è pazzesco, ci sono tutte le grandi marche sportive da running, con le ultime tecnologie e trucchetti, ma quello che fa da padrone è solo la comune eccitazione per domenica …. stay tuned