UK, Inghilterra, Berkshire

26 10 2007

Marketing meeting EMEA di quarto. Come sempre ci organizzano la due giorni di meeting in un tipicamente inglese hotel nella campagna. Sembra che vadano matti per questi posticini ;-) anche se in realtà stiamo chiusi in una squallidissima sala riunioni tutto il giorno. Ci metto quasi un’ora da Heathrow, e passo davanti all’ headquarter di Oracle (coincidenza ?) e di Verizon. Dopo un po’ anche il taxista si perde nelle stradine di campagna ma finalmente arriviamo a Wokefield Park e ….. sopresa ! l’ hotel si trova dentro un campo da golf a 18 buche ! Pioviggina ma la tentazione di bigiare e buttarmi sul campo è forte …. per fortuna trovo un altro paio di colleghi malati anch’essi di golf, e al termine della prima giornata di meeting (per fortuna qui alle 5 si stacca) ci fiondiamo nel campo pratica a sparare qualche cestino di palline. Beh, non proprio come fare un giro di golf, ma almento ci siamo sfogati. Tralascio la cena (cibo inglese non meglio identificato) e la quantità di birra e vino che riescono ad ingurgitare (comunque sempre meno dei sudafricani), e vengo al dopocena. Il gruppo dei non-inglesi è intimorito… di solito ci organizzano giochini di gruppo per cui vanno matti (l’ultima volta erano corse coi cavalli finti…), mentre gli inglesi D.O.C. sono gasati. E infatti … stavolta si tratta di un quiz game, domande di musica, cover, ascolti un pezzetto di canzone e devi indovinare il titolo … mah … il team dove sono finito non brilla per competenza in materia (un olandese, una polacca, una americana, una inglese oversized ed io) e finiamo ultimi ;-) Meno male che domani torno in Italia ….





Springboks in vetta

21 10 2007

rugby.jpg Gli “Springboks” sono piccole gazzelle diffusissime nell’Africa australe, alte circa 75 cm e che non raggiungono i 50kg. Ma “Springboks” sono anche i componenti della squadra di rugby più forte del mondo, alti quasi due metri e di più di cento kili …. squadra che ieri sera a Parigi ha battuto i campioni uscenti inglesi. Vittoria meritata per una nazione dove il rugby è sport nazionale (insieme al Golf), e che sta vivendo un difficilissimo momento di transizione dal passato apartheid alla democrazia: dove il potere sta passando dai bianchi boeri ai “black”, dove il numero di neri nelle aziende è contingentato, e dove la criminalità (orde di africani arrivano ogni giorno in Sud Africa per cercare fortuna e si stabiliscono nei sobborghi di Jo’burg e Cape Town) ha raggiunto livelli preoccupanti. Lavoro con i sudafricani (boeri, black e british) e mi raccontano come lo stile di vita a Jo’burg e Cape Town si sia stravolto negli ultimi anni. Tutti hanno subito almeno una aggressione armata negli ultimi sei mesi, nella propria auto o nella propria casa. Ormai le meravigliose ville vittoriane sono state tutte abbandonate, e la gente vive barricata in complesssi edilizi - casette a schiera - cintati da mura e filo spinato, con guardie armate all’ingresso. Passeggiare (o correre) anche nei quartieri migliori di Jo’burg è pericolosamente impossibile. Questa è la città, ma per fortuna, appena fuori l’Africa boreale esiste ancora, ed è sempre terribilmente affascinante. Come gli Springboks, e come la vittoria di una Coppa del Mondo. Barry e Bob, i miei due amici sudafricani, sono venuti in Francia due volte nell’ultimo mese per seguire la loro squadra … ed ora festeggiano. Well done Springboks !