Il mio primo Triathlon!

4 05 2008

Lo ammetto … l’avevo sottovalutato. Sabato scorso ho approciato il mio primo Triathlon Sprint (la distanza più corta, 750mt nuoto, 20km bici, 5m corsa) decisamente tranquillo: in forma fisica, voglia di fare e di dare il massimo (per me ovviamente), in perenne competizione con me stesso. Il percorso era a Marina di Grosseto,  acqua a 17 gradi … Risultato: dopo 100 mt di nuoto concitato, smanacciate e calci dati e ricevuti, decido di ritirarmi … probabilmente il freddo, o la prima volta che usavo la muta in mare, o il mare aperto … boh, fattosta che la prima garetta di conclude dopo 100 mt.

Un po’ avvilito mi faccio riportare a riva in canoa, e nei giorni successivi cerco di analizzare il ritiro. Per fortuna siamo stati in vacanza tutta settimana in Toscana, ed il sabato successivo (cioè ieri) c’era un altra gara a Marina di Pisa con il 1AMistralTriathlon. Stavolta una distanza olimpica (1,5km nuoto, 40km bici, 10km corsa) e non voglio sbagliare ancora.

In settima prendo confidenza con la muta, con il mare, e con l’acqua fredda: un paio di nuotate mi danno confidenza e mi fanno capire cosa ho sbagliato: innanzitutto la muta (che è molto aderente) deve essere ‘tirata’ il più possibile verso l’alto, soprattutto sul torace e spalle: cosi le spalle son libere di girare, ed il torace di respirare agevolmente :sembra banale ma non l’avevo fatto a sufficienza. Sotto la muta non metto la canotta, e neanche il cardio: non voglio nessun impedimento. E, soprattutto, tanto riscaldamento prima di iniziare.

E cosi faccio ieri, prima della partenza: nuoto in mare quasi mezz’ora, ed un po’ di stretching. Così funziona! Parto in terza batteria con i colori del Propatria di Milano, molto lentamente per non farmi venire il fiatone subito, ed in meno di 29 minuti riesco a concludere i 1500mt. Ottimo! Mi gira un po’ la testa uscendo dall’acqua, ma il primo cambio fila liscio. Salto in bici e via a pedalare insieme ad un altro atleta locale: dopo poco veniamo raggiunti dal gruppetto dei primi (l’anello di ciclismo era da percorrere tre volte) e ci infiliamo nel gruppone … grandioso correre senza quasi far fatica a 43-44km/h!!! Chiudo la sezione bici in poco più di un’ora, ad una incredibile media di 37km/h (e quando mai mi ricapita?) degna di un Pro … e mi lancio nella sezione finale di corsa. Caldo pazzesco (c’erano 26 gradi …) e circuito al sole sul lungomare, ma bevendo come una spugna chiudo il tutto in 2 ore e 30 minuti.

Il risultato è inatteso, alla vigilia pensavo di fare molto di più, ma il tempo è fortemente influenzato dal gruppone dei ciclisti in cui ho avuto la fortuna di infilarmi :-)

Impressioni del primo triathlon? Abituato alle corse di running, il triathlon è molto più di testa di quanto pensassi: nuotare in acque libere, nere e fredde, con pochi punti di riferimento, non è banale all’inizio. Idem i cambi, bisogna avere il neurone collegato … ed un po’ di tattica di gara per il dispendio delle energie va fatta. E la bici, beh tenere una media di 25km/h come faccio di solito non basta … Per il resto? gambe, fiato, gambe, fiato, gambe, fiato …. :-)

E non dimenticate anche un ottimo fotografo che immortali i vostri sforzi!!! GRAZIE ILARIA!!!

E GRAZIE anche al gruppone di ciclisti di testa che mi ha tirato per più di metà del percorso ciclistico.

Comunque la prima è andata … su FLICKR trovate qualche foto …. alla prossima!





Stramilano: poteva venire meglio … 5 lezioni da imparare

6 04 2008

Lezione numero 1: cambiare sempre le batterie di orologio, cardio e footpod prima di una gara importante. Altrimenti al 4 kilometro si spegne il footpod e non sapete più a che velocità andate. Ebbene si, anche il super Polar RS800 ipertecnologico e iperperformante … vero gioiellino che mi ha tenuto compagnia in tanti allenamenti in acqua, strada e neve, mi ha abbandonato dopo solo 4k dalla partenza della Stramilano: risultato, ho corso ‘a braccio’, faticando non poco a tenere un passo costante (che infatti non ho tenuto). Vabbeh, il risultato finale non è stato malvagio: volevo stare sotto le 1h40, ed ho chiuso in 1h41.47 (tempo non ufficiale, il sito tds-live.com non risponde da ore, credo per il picco di traffico domenicale)

Lezione numero 2: Milano non si smentisce mai. Avevo seguito le polemiche relative alla Maratona di Milano (quella di fine anno), relative alla scarsissima partecipazione del pubblico milanese ed ai problemi del traffico, ma speravo che la Stramilano (una vera istituzione da queste parti) ne fosse esente. Niente di che, un po’ di pubblico c’era, a qualche incrocio, direi piuttosto silente … qualcuno (pochi) applaudivano, altri (molti) lanciavano incitazioni del tipo “ma chi ve l’ha fatto fare?”, o “dove correte tanti non arrivate primi” … veramente motivante :-) ma forse sono io troppo esigente dopo aver vissuto New York, che ne pensate? A parte questo ci siamo sorbiti in più incroci le strombazzate e il nervosismo di automobilisti scalpitatanti e pieni di fretta che volevano investirci con i loro potenti fuoristrada, ed ancora una volta il Milanese tipo (quello delle barzellette) non si smentisce mai. Ma noi sportivi siamo esseri positivi e poco ci importa :-) pero’ a New York … quei bambini che ti davano il cinque chiamandoti per nome ….

Lezione numero 3: se vai piano e stai nel gruppo degli ultimi … non correre a Milano. E’ capitato ad Ilaria, che per un dolore insistente al ginocchio ha dovuto rallentare sensibilimente nella seconda metà della gara: si è ritrovata nel gruppetto degli ultimi e con questi è arrivata (determinata e indistruttibile come sempre) fino in fondo. Risultato, dopo il 15km circa, niente più assistenti agli spugnaggi, nessuno ai ristori, automobilisti che avevano ripreso possesso delle strade, vigili in difficoltà ad arginare il traffico e salvaguardare i runners. In pratica hanno dovuto correre sui marciapiedi … Servizio scopa? sembra che a un certo punto sia sparito. Non solo, una delle ragazze che erano un po’ più avanti, dalle parti di Pzza Buonarroti ha sbagliato un incrocio (xchè transenne ed assistenti non c’erano più) ed è andata dritta per un po’: poi se ne è accorta ed è dovuta tornare indietro … che tristezza … E all’arrivo? anche qui assistenza dileguata e niente acqua … beh direi un finale non degno della organizzazione di una Stramilano. Diciamo che o è previsto un tempo limite (che mi risulti non c’era) oppure i servizi devono rimanere attivi fino a che l’ultimo partecipante è passato, no? Ma anche qui, Ilaria ed il gruppetto di coda, positivi e sportivi, sono arrivati sorridenti e commossi all’arrivo. Bravi!!!

Lezione numero 4: l’allenamento FIRST funziona. Ho tolto quasi 4 minuti al mio tempo dell’anno scorso, e non posso che esserne soddisfatto. Forse ho sbagliato un po’ lo scarico di questa settimana (dovevo stare più fermo mannaggia) e non sono arrivato con le gambe freschissime stamattina, ma ottimo cosi.

Lezione numero 5: l’anno prossimo la rifaccio sicuro. E anche Ilaria. Nonostante qualche pecca, è sempre un evento di primaria importanza in Italia, e va fatto: e ci si diverte anche :-)





Obiettivi sportivi: running o triathlon ?

3 02 2008

Ci eravamo lasciati a metà novembre con post che parlava dei nuovi obiettivi dopo la maratona di New York (2007/11/26/maratona-nuovi-obiettivi/), e dove decidevo di puntare alla Maratona di Roma di marzo. E con un post dove spiegavo che avrei provato il programma di allenamento FIRST (2007/12/16/maratona-due-motivi-per-scegliere-il-first-e-la-tabella-dallenamento-configurabile/).
Aggiornamento: purtroppo nel mese di gennaio ho dovuto abbandore l’obiettivo di Roma, x cause di forze maggiore … no, nessun infortunio, solo sovrapposizione di altri eventi nello stesso giorno della maratona. Mi spiace parecchio, anche perchè avrei corso nella capitale con un paio di amici ed il tifo dei colleghi romani … va beh sarà per il prossimo anno. Mi son trovato dunque a dover rischedulare la prima parte della stagione, tenendo ferma la StraMilano di inizio aprile. Le alternative sono tante, mi piacerebbe schedulare un paio di mezze maratone, ed un obiettivo importante nel secondo semestre.
In realtà in questo periodo, grazie anche ai suggerimenti del FIRST (racconterò i primi risultati del FIRST in un successivo post), ho cominciato a differenziare gli allenamenti, inserendo prima lo sci di fondo, quindi il nuoto e la bici (per ora solo in palestra x evidenti cause atmosferiche). Differenziare è drammaticamente faticoso, i muscoli urlano ad ogni cambio di sport … ma i risultati sono estremamente positivi. Sto correndo sempre più veloce :-)
Torniamo a noi, dicevo che inserire nuovi sport aerobici, mi ha naturalmente avvicinato al triathlon, con tutte le sue numerose declinazioni. E mi sta sfrugugliando l’idea di farne qualcuno. Ce ne è uno a fine maggio a Milano, ed un altro internazionale in Costa Azzurra a settembre: oltre che innumerevoli gare di duathlon o triathlon sprint in Lombardia e Piemonte. Mmmmh mi sa che si fa.
Vado regolarmente in piscina a Montebello della Battaglia nel week end, e questa settimana ho provato la piscina Cantù a Milano, 4 minuti dall’ufficio, bella e pulita … ci andrò spesso: il nuoto non mi spaventa, ho già nelle braccia tutte le distanze del Triathlon (eccetto l’Ironman … ma sufficienti per il mezzo Ironman) e faccio 2.000 metri senza problemi.
Idem per la corsa, anche la mezza maratona non nè un problema; e la mezza è la distanza del mezzo Ironman.
Devo ancora verificare la bici: le distanze da 20km e 40km non mi spaventano, ma quella da 90km del mezzo Ironman o addirittura i 180km dell’Ironman mi preoccupano, ma vedremo, comincerò con le distanze più normali, tipo lo sprint o l’olimpico. So solo che mi toccherà cambiare la mia bici … ;-)

Stay tuned.





Maratona: nuovi obiettivi

26 11 2007

Siamo a tre settimane dopo la maratona di New York: il fisico si e’ ripreso ormai completamente. Sono gia’ una decina di giorni che abbiamo ripreso a correre, piu’ per mantenere la splendida forma fisica in cui siamo che per altro. Ma devo riconoscere che alzarsi la mattina alle 7 per uscire a correre, con fuori 5 o 6 gradi umidi, non mi viene proprio bene …. Senza obiettivi, senza un obiettivo come e’ stato New York, non ce la si fa, l’impegno e’ scarsissimo. Ma non vogliamo rinunciare a questo stato di forma fisica, in cui non ci sentivamo da quando facevamo free climbing, tanti anni (troppi) fa.Ho speso la settimana scorsa a vedere i calendari delle prossime gare del 2008 cercando di prendere una decisione, ma sono rimasto piuttosto indeciso: a parte l’obiettivo della Stramilano del prossimo 6 aprile, non riuscivo a decidere se concentrarmi per un sei mesi sulle mezze maratone provando ad abbassare l’1h45 di Milano, o se buttarmi su un altra maratona. L’illuminazione e’ arrivata ieri, mentre due amici stavano faticando sulle rive dell’Arno, alla Maratona di Firenze, ed io da casa guardavo gli intertempi su TDS-live, ho rivisto il video della Maratona di Roma 2008 …. Ed e’ arrivata la decisione: il prossimo 16 marzo ci saremo. Ilaria (piu’ motivata che mai ad infrangere il muro delle 5 ore) ed io, con il mio muro delle 4 ore da vincere. Ci siamo iscritti online, e poi subito fuori a correre sulle nostre meravigliose colline dell’oltrepo’. Adesso abbiamo un obiettivo, un altro signor obiettivo da raggiungere ;)Stay tuned





Maratona di New York, 6 motivi per farla e 2 per non farla.

7 11 2007

E’ fatta. Dopo 9 mesi di preparazione, 1800 kilometri di corsa in allenamento (un migliaio per Ilaria), centinaia di ore con le scarpette da running ai piedi, 3 paia di scarpe consumate e senza suola, dolori e acciacchi gestiti e guariti, contratture e nuovi plantari ai piedi, siamo arrivati al giorno della nostra prima maratona, La Maratona delle maratone: New York. E l’abbiamo portata a termine, entrambi, piu’ o meno nei tempi che ci eravamo prefissati 9 mesi fa (guarda qui la simulazione della gara, io col numero 13212 ed Ilaria 27919). Ed è stato mooooooooolto più emozionante di quanto avessimo immaginato.

 

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Voglio descrivervi in breve la cronaca dei momenti salienti, e poi dare un paio di buoni motivi per fare questa Maratona, o per decidere di non farla.

7:30 Siamo alla area di partenza del Ponte di Verrazzano, tre zone, verde, arancio e blu, ciascuna con migliaia di persone in fremente attesa. Distribuiscono te’ caldo, bibite, integratori e donuts (ciambelle tipo pane). Freddo ma siamo vestiti bene.

9.50 Chiamano ai cancelli, io sono al blocco 13.000 ed Ilaria al 27.000. Un saluto e la prima emozione quando ci avviamo entrambi al proprio cancello. “Ci vediamo all’arrivo J

10.05 Un’occhiata di sole scalda gli animi, ci leviamo la tuta (verranno raccolte tutte e date in beneficenza), tutto pronto.

10.10 Il colpo di cannone, wow la seconda emozione, mi giro verso il ponte e vedo gli atleti (quelli veri) che partono a razzo. Tutto intorno boato di gioia e urla di incitamento. Urla che ci accompagneranno senza tregua fino alla fine. C’e’ una atmosfera di fremente attesa per l’imminente partenza, tra qualche minuto parte anche il mio blocco.

10.20 Ci avviciniamo camminando alla partenza, ciascuno è al massimo della concentrazione, sappiamo che stiamo per dare il via all’avventura. Tutta la mia tecnologia è pronta, il Garmin col satellitare, impostato con l’autolap ogni miglio, l’allenatore automatico che mi segnala il ritmo gara, il bracciale (gentilmente donato dalla Nike) con i tempi di passaggio ogni miglio. Sono vestito giusto, muscoli caldi e stretching ok.

10.27 Via !!!! Parto sul Ponte di Verrazzano, e prendo la corsia sotto il Ponte. Ilaria partirà alle 10.44. Cerco di non partire subito a razzo, anche se è difficile trattenersi.

Ed è subito salita …. me lo sentirere ridire più volte …. salita, come può una città in riva al mare essere tutta in salita ? Ebbene .. puo’ ….

Sotto il ponte di Verrazzano il Garmin perde subito il segnale, e quando esco stenta a riprenderlo, un paio di curve e tutto il mio piano di tempi, medie al km ed al miglio va a farsi friggere …. buono a sapersi per la prox volta. Mi rassegno immediatamente all’assenza del supporto tecnologico (si puo’ vivere senza, giuro) e mi accontento di un sano cronometro e della mia fascetta con i tempi preventivi al miglio. So che me la godro’ comunque al massimo e che correro’ con il cuore, e non per fare il tempo. Ora posso dire che avrei fatto lo stesso tempo anche senza orologio ….

Da li a pochi minuti il primo contatto con la folla, siamo a Brooklin, e le vere emozioni arrivano subito. Ci troviamo in mezzo a due ali di folla che balla, urla e ci incita. File di decine di bambini neri e bianchi che cercano disperatamente di darti il ‘cinque’ !!! Si mettono uno dietro l’altro, cosi basta allungare la mano mentre corri, e batti il cinque a 10 bambini in fila !!! Spettacolare, e piu’ batti il cinque e piu’ la folla ti incita, chiamandoti per nome (vi ricordate il nome sulla maglietta ?), Go Paolo GO, Great Job Paolo, Go Italia You Can Do It.

Poi cominciano i cori e le bande rock, blues e jazz (piu’ di cento in tutto il percorso) … e la gente balla e incita… meraviglioso, non ricordo di essermi emozionato e commosso così a lungo in vita mia. E ovviamente la carica che ti da’ la folla è pazzesca, le gambe vanno come dei treni. Sarà cosi fino al Queens, al 25km.

Il passaggio alla mezza maratona è buono, le gambe vanno anche se le continue salite della prima parte si fanno sentire.

Il primo momento di sconforto è sul secondo ponte, quello del Queensboro, un’altra salita, lunghissima (la lunghezza delle salite percepita è sempre maggiore di quella reale, sigh). E oltretutto qui la folla non c’e’, solo centinaia di piedi che scalpitano sotto il ponte.

E poi l’arrivo a Manhattan. Dopo una decina di minuti di silenzio sotto il ponte, risentire la folla è bellissimo !!! Si riparte subito alla grande, ma mi accorgo che la salita è tutt’altro che finita. La First Avenue ci accompagnerà fino a Nord nel Bronx, e, dalla cima di una delle prime salitine lo spettacolo è galvanizzante e inquietante. Lo chiamano “il canyon di Manhattan”, 70 blocchi di strade, quasi 8km di stradona diritta, su e giu’, tra due file ininterrotte di grattacieli, aiuto, come arrivare fino in fondo ?

Eppure si arriva, a stenti ma si arriva. E’ qui che ho perso un po’ di smalto, la salita persiste e le gambe diventano di legno.

Arriviamo nel Bronx, poche centinaia di metri e torniamo ad Harlem, ancora bagno di folla e band che suonano rock. Poi ancora Manhattan, sulla Quinta. Siamo al 35km.

La logica direbbe, se la First Avenue, da Sud a Nord era in salita, allora la Fifth Avenue, da Nord a Sud sarà in discesa ? La risposta è no …. non so dirvi come, ma anche la Quinta presenta tratti in salita, le gambe ora cominciano veramente a reclamare, mando giu’ Enervit uno dietro l’altro per compensare il calo di zuccheri.

Finalmente entriamo in Central Park, al 38km, anche qui la folla è scatenata, e soprattutto valanghe di Italiani, turisti e immigrati, inneggiano a tutti i maratoneti italiani che passano, molto bello, emozionante e toccante.

Ma, dentro il parco, evviva evviva, una discesa vera !!! Le gambe ritornano a girare e mi lancio per recuperare pià tempo possibile, ma arrivati in fondo al parco, sulla 52esima ancora un falso piano in salita, e sarà cosi fino all’arrivo. Riesco ancora a scattare ed accelerare gli ultimi metri, segno che le gambe vanno ancora e taglio il traguardo, 4 ore e 49 secondi. E’ fatta.

Torno pian piano in albergo (a piedi….) prendo la macchina fotografica e riesco a tornare in zona. Arrivo giusto per vedere (e fotografare) Ilaria che arriva … fantastico. Che festa e che avventura !

Beh, ora non ci resta che cercare di memorizzare e fare nostri questi indimenticabili momenti …. e consigliarvi di iscrivervi alla prossima edizione … ;-)

Un grazie speciale va ai massaggi riabilitanti della ‘mamma’ signora Doria, ai plantari del sig. Barbetta ed ai consigli del dr. Somenzini e a tutti gli amici che ci hanno sostenuto (oltre ad averci dato dei ‘pazzi’).

Ed anche ai tecnici della Asics che su MyAsics Running hanno messo a punto un ottimo programma di allenamento online, programma che abbiamo seguito e che ci ha portato in fondo.

Ed ecco alcune chicche da non dimenticare:

 

6 Motivi per fare la Maratona di New York

  • La Maratona è una sfida con te stesso, non è una gara contro gli altri, sei solo tu, i mesi di preparazione, la tua determinazione a finire e a raccogliere il risultato sul filo del traguardo. E New York è quella che esercita il fascino, e la sfida, maggiore.
  • La folla. L’abbraccio della folla, soprattutto nei quartieri poveri è commovente, non ricordo di essermi emozionato così tanto in vita mia …. sentire bambini, adulti, anziani, di ogni razza e nazionalità che ti chiamano per nome, incitano l’Italia, ti danno il ‘cinque’ ….
  • L’organizzazione è semplicemente perfetta. Mai in ogni momento, pensi che ci sia qualcosa che non va. C’e’ persino un servizio di alert via email, che segnala a parenti ed amici, il tuo passaggio cronometri ogni 5km. I nostri genitori, a qualche migliaio di km di distanza hanno seguito la gara con noi !
  • E’ commovente ed emozionate. Per la folla, per le organizzazioni di carità che fanno a gara, per le persone che corrono con le scritte più disparate e toccanti
  • New York è una gran bella città, una settimana di ferie in novembre è moooolto gradita J
  • Morale, non è un gara, è una festa !

 

2 Motivi per NON farla

  • E’ in salita …  credetemi la quantità di salita percepita è oltre ogni limite di immaginazione. Questo significa che vi richiederà piu’ fatica di quante avete preventivato….
  • E proprio per questo va preparata accuratamente. Senza preparazione il rischio di non finirla o di farsi male è elevato.

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Spero che questo ed i post precedenti possano contribuire a convincerti a fare una maratona anche tu …. e magari quella di New York …. buona fortuna ;-)

Qui i post che abbiamo scritto prima della Maratona, nei giorni precedenti





Maratona di New York, quale attrezzatura

3 11 2007

Fasi finali della preparazione per la partenza di domattina, maratona di New York, ecco cosa ci portiamo (abbigliamento ed integratori). Abbigliamento: usciamo dall’albergo alle 5.45 e la partenza è alle 10.15; le sacche si possono lasciare giù al massimo alle 9.45. Ci serve abbigliamento per sopravvivere ai 7-8 gradi ventosi della mattina fino alle 9.45, e poi per la mezz’oretta finale prima del via. Quindi abbigliamento a strati: maglietta tecnica aderente mezza manica, maglia manica lunga tecnica leggera, canottiera Terramia con gigantesca scritta ITALIA e scritta con il nostro nome (Paolo e Ilaria rispettivamente), calzoncino corto tipo ciclista, calze tecniche e scarpe (usatissime per entrambi ma confortevoli), io ho le Brooks Glycerine 5, ed Ilaria le Asics Cumulus; questo l’abbigliamento al via. Per l’ultima mezz’ora aggiungiamo una tuta che butteremo al colpo di cannone (tutti gli atleti fanno cosi, in pratica l’amministrazione newyorkese recupera 30-40.000 capi per i senzatetto, bella azione, complimenti). Per le ore precedenti aggiungiamo un giaccone pesante, guanti e cuffia, che lasceremo nella borsa, che “dovremmo” recuperare all’arrivo. Se durante la gara viene caldo, leveremo la maglietta con manica lunga. 

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Integratori: è previsto un rifornimento di cibo al miglio 18, e acqua e reintegratori ovunque. Comunque noi ci portiamo due tubetti di Enervit GT (in pratica una pastiglia a miglio …) ed un paio di Gel, sempre Enervit, da consumarsi al 17, 27 e 37 km. Il tutto dovrebbe bastare per non incontrare il Muro, ma lo sapremo solo domani sera …

E’ tutto per l’abbigliamento, siamo entrambi nell’area di partenza Green, ma io parto più avanti (ho il numero 13212) mentre Ilaria il 27919. Tempo stimato ? Per scaramanzia non scrivo niente, vediamo di arrivare in fondo prima :-) oggi tra l’altro ha fatto vento gelido tutto il giorno, da Nord a Sud, quindi esattamente contro per il 95% del percorso …. sperem ….

Per smitizzare la tensione oggi abbiamo fatto un giro al Marathon Expo e ci siamo comprati un bel po’ di abbigliamento tecnico invernale …. bella li ! e stasera Pasta Party !!!

Il prossimo post ? lo scriverò dopo l’arrivo !





Maratona di New York, meno 1

3 11 2007

dsc_01401.jpg Ci siamo, dopo 9 mesi di corse e allenamenti manca un solo giorno. Siamo eccitati dall’evento e dall’ambiente. C’e’ in giro gente con scarpe da running ovunque. Ieri giornata “shopping” e “giri in giro”, dalla quinta Avenue a Soho passando per Tiffany, molto elegante e sobrio, Abercrombie, bello e studiatissimo con le luci basse musica alta e uno stile casual di lusso, ed ovviamente sosta (poco economica) da Apple, inconfondibilmente unico e affascinante per chiunque ami la tecnologie: ma di questi vi parlerò in un altro post … Qualche pausa per far riposare le gambe negli Starbucks Cafe. I grandi e famosi palazzoni del Rockefeller Center, Empire State Building, Chrysler Building sono veramente imponenti, e fanno venire in mente i film di Spiderman :). A fine serata, stravolti abbiamo scovato anche un’ottima (incredibile) pizza a Times Square. Ma nonostante la faticaccia stanotte abbiamo dormito poco … l’agitazione per l’Evento si fa sentire. Il clima dentro il Marathon Expo è pazzesco, ci sono tutte le grandi marche sportive da running, con le ultime tecnologie e trucchetti, ma quello che fa da padrone è solo la comune eccitazione per domenica …. stay tuned





Maratona di New York, web 2.0

30 10 2007

Siamo a meno 5 giorni all’ M-day, anzi 4,5 …. segnalo un po’ di materiale ed alcune news organizzative

  • e’ disponibile qui un simpatico servizio di alert che avvisa ogni 5km dei tempi del maratoneta. Se qualcuno è interessato a farsi del male ricevendo email di domenica pomeriggio, e sapere come stiamo soffrendo io ed Ilaria … me lo faccia sapere ;-)
  • niente Pacemaker (lepri) da quest’anno a New York: quindi niente omini con maglietta e palloncino da inseguire per battere il proprio tempo personale. In questo modo, giustifica l’organizzazione, incentiviamo la corsa testa-a-testa e la sportività della gara; anche perchè NY non è una maratona dove si fa il record del mondo.
  • guardatevi qui una serie di foto toccanti ed ispiratrici di Thomas Dworzak
  • ed il video ispiratore sul sito ufficiale ….
  • ma quanto è lunga la maratona ? quanto sono 42km ? questo altro filmato riprende tutto il percorso.

 





Maratona di New York, meno 7

28 10 2007

Tra sette giorni, più o meno a quest’ora, avremo finito la Maratona di New York. Oggi abbiamo fatto l’ultimo allenamento da 13 km, ed ora non ci rimane che aspettare l’ M-day …. partiamo giovedi mattina per New York, facciamo due giorni di ambientamento (ed un po’ di meritato shopping) e domenica mattina ci siamo …. ore 6 meno 10 pulman per il ponte di Verazzano. Questa settimana la dedichiamo ai preparativi, soprattutto il materiale che ci servirà per la maratona (rigorosamente da NON imbarcare in aereo, onde non perdere il bagaglio…). Le scarpe, i calzoncini, la maglia, la canottiera e tutti gli integratori. Ci portiamo due tubetti di Enervit GT a testa, ed un paio di gel; ai rifornimenti dovremmo trovare il Gatorade quindi dovrebbe bastare per arrivare sani e salvi in fondo. Ora stiamo preparando la canottiera, ovunque viene consigliato di applicare il proprio nome sulla canotta, in modo ben visibile. Il tifo del pubblico che ti incita per nome, aiuta quando hai passato i 30-35 kilometri …. E che altro ? Mi manca ancora un massaggio ai polpacci che mi faccio fare stasera e dovrebbe esserci tutto …. stay tuned ….





Due settimane alla Maratona di New York

21 10 2007

Tra due settimane, a quest’ora, starò correndo gli ultimi chilometri della Maratona più famosa del mondo. A New York. Non sto più nella pelle, le gambe sembrano pronte e la motivazione è fortissima. Continuo a visualizzare gli ultimi 20 metri di corsa ed il taglio del traguardo ….